La verità sul delitto di Perugia
Qualcuno ha mai pensato al vero movente che ha portato al delitto? Raffaele Sollecito, amante sia dei coltelli che di Amanda Knox si trovava assieme all’ivoriano Rudy Hermann Guede all’interno dell’abitazione di Meredith.
Analizziamo i personaggi nel dettaglio:
Meredith. La vittima:
A Perugia non era molto conosciuta, a differenza della sua vagina.
Raffaele Sollecito. Inquisito.
Se fosse un pietanza sarebbe un limone. Ha la faccia del ragazzo che si scopa la tua vicina di casa. Quarantaduenne. E’ apparentemente fastidioso, si ritraeva in scene macabre pubblicate attraverso il suo blog. E’ il compagno di classe che ti ruba la merenda scoreggiandoci sopra durante la pausa, per il solo motivo di vantarsi.
Amanda Knox. Inquisita.
Apparentemente irresistibile. Se fosse una persona sarebbe sicuramente Amanda Knox. E’ una ragazza fuori dal comune, che ha usato l’esperienza in Erasmus per soddisfare le sue idee più matte. Il giorno prima del delitto c’è chi giura di averla vista facendo un pompino all’onorevole Vladimir Luxuria.
Rudy Hermann Guede. Inquisito.
Il colore della pelle la dimensione del suo scroto lo rendono automaticamente il sospettato numero uno. Le vecchiette italiane perbeniste sono sicure della sua colpevolezza. Dice di non aver mai conosciuto Amanda, ma di essersi trovato dentro casa la sera del delitto inseguendo la sua stessa ombra. Il giudice non gli ha creduto.
Evoluzione dei fatti:
Amanda invita Raffaele a casa di Meredith per fare un trio. Amanda si rende conto di aver pestato la merda nel tragitto, la quale, ormai secca può essere scrostata dalla sua scarpa solo grazie all’utilizzo di un coltello. Raffaele possiede il coltello e lo cede ad Amanda. Meredith già nuda ed impaziente chiede alla coppia di sbrigarsi, poichè l’effetto della pomata vaginale svanisce entro 30 minuti. Raffaele nel frattempo rolla una canna con un filtro biturbo. Amanda non riesce a scrostare gli escrementi dalla sua scarpa sinistra e Meredith, impaziente, si propone per completare l’opera posizionandosi nella sedia accanto alla porta. Terminato il lavoro Meredith annusa il coltello e urla “It’s not shit, it’s chocc…” (non è merda è cioccola..) la sua frase viene interrotta dalla porta che si apre violentemente. Entra un uomo di colore che urla “la mia ombra!!!“. Meredith è in fin di vita. La porta gli si è scaraventata con violenza addosso, il coltello che aveva in mano le ha perforato il collo. L’uomo di colore, senza ombra, avvicina il suo viso alla vagina di Meredith, assaggiandola con gusto, ma la pomata vaginale è anche un potente lassativo che lo costringe ad andare in bagno [..continua..]
curiosi eh?




Dicembre 24, 2007 alle 8:31 am
Io, se fossi in te, avrei più rispetto per i morti.
Marco
Dicembre 24, 2007 alle 2:57 pm
Meno male che non sei in me.
La risata di tanti mi giustifica, non è giustificato l’autocompiangersi in tale sede. Siamo qui x ridere, in altre sedi possiamo piangere. Ciaoo
Dicembre 24, 2007 alle 3:08 pm
la storia è demenziale, meglio l’elenco dei personaggi! GIULIANO FERRARA CREPA!
Dicembre 24, 2007 alle 3:08 pm
CMQ ME LA SAREI SCOPATA QUESTA TIZIA DI PERUGIA!! ANCHE DA MORTA!
Dicembre 30, 2007 alle 10:31 am
0_o
Gennaio 6, 2008 alle 10:27 am
quasi più credibile della versione degli avvocati difensori…
Gennaio 6, 2008 alle 7:51 pm
già…sono io l’avvocato difensore!
Marzo 25, 2008 alle 1:44 pm
sei un pazzo spero che non facciano la stessa cosa su dite